Turchia, alle primarie in 15 milioni hanno votato Imamoglu

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In Turchia l’arresto di Imamoglu si è ritorto come un boomerang contro Erdogan. Il presidente turco che con l’uscita di scena del sindaco di Istanbul pensava di riuscire a togliersi di torno l’avversario più pericoloso per le elezioni presidenziali, si sta ritrovando a far fronte a una sollevazione popolare non indifferente.
Le proteste nelle piazze, manifestanti caricati e giornalisti arrestati
Nella serata di domenica 23 marzo, centinaia di migliaia di manifestanti anti-Erdogan sono scesi in piazza, per protestare contro quello che appare agli occhi di tutti un arresto pretestuoso. La polizia antisommossa turca, ha lanciato un massiccio assalto ai manifestanti, sparando su questi ultimi proiettili di gomma e ferendone diversi.
I media hanno divulgato le immagini di centinaia di dimostranti a terra feriti e esausti dopo le cariche della polizia, nell’indifferenza generale. Nove giornalisti che hanno seguito le proteste a Istanbul sono stati messi in stato di fermo, dopo essere stati prelevati all’alba dalla polizia nelle loro abitazioni.

Secondo il sindacato dei giornalisti turco, Disk Basin Is, i giornalisti in stato di fermo sono: Onur Tosun dell’emittente Now, il fotoreporter Bulent Kilic, la giornalista Zeynep Kuray, il reporter di Afp Yasin Akgul, il giornalista Hayri Tunc, il fotoreporter della municipalità di Istanbul Kurtulus Ari, il reporter del portale Sendika, Zisan Gur, il fotoreporter Murat Kocabas, il giornalista Gokhan Kam e Baris Ince di BirGun.
Le Primarie per il candidato presidente dell’opposizione
In tutto ciò, domenica 23 marzo, 15 milioni di turchi contrari a Erdogan, hanno votato per il sindaco di Istanbul tuttora in carcere, nelle consultazioni primarie in cui il partito di Imamoglu è il principale oppositore di Erdogan. Attraverso il loro voto i cittadini turchi hanno espresso la loro preferenza sul candidato alle presidenziali del 2028. Si è votato in tutte le 81 province turche, una consultazione che ha indicato Imamoglu quale candidato di opposizione alle presidenziali.
Le giustificazioni del governo alla repressione
Il ministro dell’Interno turco, Ali Yerlikaya, tramite un comunicato ha detto che nelle sommosse oltre 123 agenti sono rimasti feriti “tra le (1.133) persone catturate sono stati identificati individui affiliati a 12 diverse organizzazioni terroristiche ed è stato inoltre accertato che gli individui detenuti sono stati sottoposti a procedimenti legali per 17 reati diversi, tra cui droga, furto, frode e molestie sessuali”. Il sindaco Imamoglu con la convalida del fermo è stato sospeso dall’incarico.
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