Pordenone, autopsia su ragazzo morto per scheggia, il referto

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Pordenone, Daniel Tafa, il ragazzo morto il giorno del suo compleanno mentre faceva il turno di notte in fabbrica, è deceduto a causa di due schegge impazzite che gli si sono conficcate nella schiena, una andando a compromettere in maniera letale organi vitali. La morte del ragazzo è avvenuta in una giornata in cui in Umbria e in Campania altri due operai hanno perso la vita, accendendo ancora una volta i riflettori sulla sicurezza sul lavoro.
Una delle schegge incandescenti che ha colpito il giovane ha compromesso tre organi
Daniel è stato colpito da due frammenti incandescenti, che “lo hanno colpito come fossero fucilate”, questo è quanto emerso dall’autopsia sul corpo del giovane. Dall’esame eseguito dai medici legali Lucio Bomben, incaricato dalla Procura e Antonello Cirnelli nominato dalla famiglia della vittima è emerso che la prima scheggia, penetrata dal dorso ha provocato ferite gravi a un polmone, a un rene e al cuore, la seconda invece è penetrata da un gluteo, provocando la frattura di vertebre e bacino, ma se fosse stata l’unica non avrebbe provocato la morte del giovane.
Indagate cinque persone per omicidio colposo
Per la morte del giovane operaio sono indagate 5 persone per omicidio colposo: il proprietario della fabbrica, il direttore dello stabilimento, il perito che ha controllato gli impianti, la professionista che ha certificato il corretto funzionamento del macchinario specifico e il responsabile del servizio di prevenzione interno all’azienda.
Le dichiarazioni del legale della famiglia della vittima
Il legale della famiglia della vittima, dottor Filippin, una volta appresi i risultati dell’autopsia, rispondendo alle domande dell’ANSA, ha sottolineato ancora una volta quanto gli interrogativi sulla sicurezza sul posto di lavoro assumano proporzioni ancora più pesanti alla luce di queste rivelazioni :
“Ho avuto modo di confrontarmi brevemente con il nostro consulente, il dottor Antonello Cirnelli, al termine dell’esame e ho potuto comprendere meglio alcuni specifici aspetti. Devo, però, ancora parlarne con la famiglia. E’ giusto che sia il pubblico ministero il primo a conoscere formalmente e in via ufficiale le dinamiche del fatto. Ciò non toglie che fa specie apprendere che i corpi estranei siano due e non uno, come ipotizzato all’inizio. Gli interrogativi sulla sicurezza che apre questa circostanza assumono proporzioni ancor più pesanti”
Il legale ha concluso dicendo che adesso sarebbe opportuna una perizia sul macchinario che ha causato l’incidente:
“Interrogativi che ci attendiamo ora di veder trasposti in una perizia sulla macchina che ha causato l’incidente. Sul punto, posso confermare di aver già individuato un nostro consulente tecnico, pronto a collaborare alle indagini per fare piena luce su una tragedia che non dovrà mai più ripetersi”.
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