Pompei, rinvenuti gli affreschi noti come Misteri di Dioniso
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Nelle ultime settimane è stata rinvenuta a Pompei una rara serie di dipinti quasi a grandezza naturale, che offrono indizi sui rituali legati al dio greco del vino nell’antica città distrutta 2.000 anni fa.
Gli archeologi hanno riportato alla luce affreschi che si estendono su tre pareti all’interno di una sala per banchetti in rovina, raffiguranti i riti segreti di iniziazione noti come Misteri di Dioniso, risalenti al 40-30 a.C., ha affermato questa settimana il Parco archeologico di Pompei.
Le straordinarie immagini emerse dalla cenere mostrano seguaci dionisiaci intenti a danzare e a cacciare, simili ad affreschi della vicina Villa dei Misteri, rinvenuti 100 anni fa.
“Tra 100 anni, oggi sarà ricordato come storico perché la scoperta che presentiamo è storica”, ha affermato il ministro dei Beni culturali italiano Alessandro Giuli, presente all’inaugurazione degli affreschi.
“Insieme alla Villa dei Misteri, questo affresco costituisce una testimonianza senza pari degli aspetti meno noti della vita nell’antica Mediterraneo.”
Secondo l’organizzazione, una parte del murale raffigura le seguaci di Dioniso, antico dio greco della fertilità, del teatro e dell’estasi religiosa, sia come danzatrici che come cacciatrici, con una capra sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale in mano.
Altre parti del dipinto mostrano giovani satire con le orecchie a punta che suonano il flauto doppio, mentre un’altra persona celebra un sacrificio di vino.
Al centro c’è una donna ben vestita che probabilmente attende la sua iniziazione, mentre un’altra parte del dipinto mostra animali vivi e sacrificati, tra cui un orso appena sventrato, che mette in mostra la duplice natura del culto dionisiaco che fonde la baldoria con il sacrificio primordiale.
La recente scoperta segue quella del più grande stabilimento termale romano privato, rinvenuto a gennaio.
La città fu rasa al suolo nel 79 d.C., quando il Vesuvio esplose, uccidendo il 10% dei 20.000 abitanti di Pompei e ricoprendo l’area di una spessa cenere.