Sara e Ilaria, monta la protesta dopo due femminicidi in 48 ore

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Sara e Ilaria, nelle ultime ore in Italia si è parlato di una “ribellione culturale” in mezzo all’indignazione e alle proteste per gli omicidi delle due studentesse avvenuti a distanza di 48 ore l’una dall’altra, che hanno portato a 11 il numero di femminicidi nel Paese dall’inizio dell’anno.
Sara Campanella, studentessa di medicina di 22 anni, è stata accoltellata alla fermata dell’autobus a Messina lunedì pomeriggio ed è morta mentre veniva trasportata in ospedale. Stefano Argentino, un compagno di studi all’Università di Messina, è stato poi arrestato nella città di Noto. Il suo avvocato, Raffaele Leone, ha dichiarato alla stampa italiana che Argentino, 27 anni, aveva confessato l’omicidio.
Il procuratore di Messina, Antonio D’Amato, ha affermato che Argentino aveva molestato “insistentemente e ripetutamente” la Campanella da quando aveva iniziato il suo corso universitario due anni fa.
In un altro omicidio, il corpo della ventiduenne Ilaria Sula, studentessa di statistica alla Università La Sapienza di Roma, è stato trovato in una valigia in una zona boschiva fuori dalla Capitale italiana nelle prime ore di mercoledì mattina. Era scomparsa dal 23 marzo è stata accoltellata a morte.
Il suo ex fidanzato, Mark Samson, 23 anni, è stato interrogato dalla polizia perché sospettato del suo omicidio e di aver nascosto un cadavere, non solo avanza sempre più il sospetto che sia stato aiutato dai genitori ad occultare il cadavere.
Le proteste a Roma e a Messina
Gli omicidi hanno scatenato proteste a Messina, Roma e altre città italiane, tra cui Bologna, mercoledì 2 aprile sera. Ulteriori eventi sono avvenuti nella serata di ieri, giovedì 3 aprile.
Antonella Polimeni, rettore dell’Università La Sapienza, ha affermato che la morte di Sula è stata un “femminicidio atroce e brutale che ci lascia senza parole e con il cuore spezzato”. Ha aggiunto: “Non possiamo più restare a guardare gli episodi di femminicidio”.
All’Università di Messina è stato osservato un minuto di silenzio per Sara Campanella. Il rettore dell’università, Giovanna Spatari, ha detto che gli studenti sono “sconvolti da questo ennesimo episodio di femminicidio”.
Il dibattito sulla violenza contro le donne in Italia e la ribellione culturale
Gli omicidi hanno anche riacceso il dibattito politico sulla violenza contro le donne in Italia, nel 2024 si sono verificati 113 femminicidi, di cui 99 commessi da parenti, partner o ex partner.
Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati, ha invocato una “ribellione culturale”. “Dal punto di vista normativo l’Italia è più avanzata di altri Paesi, ma culturalmente non siamo riusciti a evolverci alla stessa velocità”, ha detto al quotidiano La Stampa. “Per questo serve una ribellione condivisa da tutti”.
A marzo, il governo di Giorgia Meloni ha approvato un disegno di legge che per la prima volta ha introdotto una definizione giuridica di femminicidio nel diritto penale, punendolo con l’ergastolo e aumentando le pene per reati tra cui stalking, violenza sessuale e “revenge porn”.
La legge è stata emanata in seguito alla forte reazione pubblica all’omicidio di Giulia Cecchettin, la studentessa di 22 anni assassinata dal suo ex fidanzato, Filippo Turetta, nel novembre 2023. Turetta è stato condannato all’ergastolo a dicembre.
Un gruppo di parlamentari del PD sostiene che per fermare questa “continua strage di donne” sia ora necessaria una “incisiva azione di prevenzione”, a partire dall’istruzione nelle scuole.
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