Gli enti regolatori dell’Unione Europea si stanno preparando a imporre sanzioni significative alla piattaforma di social media X di Elon Musk per aver violato il Digital Services Act (DSA), una legge fondamentale volta a limitare i contenuti illeciti e la disinformazione, secondo un rapporto del New York Times. Le sanzioni, che dovrebbero essere annunciate quest’estate, potrebbero includere una multa superiore a 1 miliardo di $ e modifiche obbligatorie alle policy della piattaforma.

Le sanzioni sarebbero le prime emesse ai sensi del DSA, che richiede alle aziende tecnologiche di sorvegliare i contenuti e di fornire trasparenza in merito alle loro operazioni. I funzionari europei hanno detto al NYT che stanno deliberando sull’entità della multa, considerando anche le potenziali ripercussioni diplomatiche, in particolare alla luce delle controversie transatlantiche in corso su commercio, tariffe e guerra in Ucraina.
Indagine cominciata nel 2023
L’indagine dell’UE su X è iniziata nel 2023, con le autorità di regolamentazione che hanno emesso una sentenza preliminare l’anno scorso che ha stabilito che la piattaforma aveva violato la legge. I funzionari sostengono che X non ha fornito ai ricercatori esterni i dati necessari per valutare la disinformazione e altri contenuti dannosi.
Sostengono inoltre che la piattaforma non abbia un’adeguata trasparenza sugli inserzionisti e non verifichi l’autenticità degli utenti che pagano per account “verificati”, aumentando la sua vulnerabilità ad abusi e interferenze straniere. Mentre l’UE insiste sul fatto che la sua indagine è separata dalle recenti tensioni commerciali, il NYT riferisce che le autorità di regolamentazione avevano inizialmente rallentato la loro indagine dopo la vittoria elettorale di Donald Trump per valutare le potenziali ricadute. Tuttavia, con l’intensificarsi delle tensioni tra Stati Uniti e UE, le autorità europee hanno scelto di procedere con sanzioni contro X.
È in corso anche una seconda, più ampia indagine dell’UE su X. Secondo il NYT, gli investigatori stanno costruendo un caso secondo cui l’approccio non interventista della piattaforma alla moderazione dei contenuti l’ha resa un hub per discorsi d’odio illegali, disinformazione e altro materiale ritenuto una minaccia per la democrazia in tutto il blocco delle 27 nazioni. Ciò potrebbe portare a ulteriori sanzioni in futuro.
La sfida di Musk e la risposta di X
Dopo la pubblicazione del rapporto del NYT, X ha rilasciato una dichiarazione in cui denunciava le potenziali azioni dell’UE come “un atto senza precedenti di censura politica e un attacco alla libertà di parola”. La società ha promesso di contestare qualsiasi sanzione e di “difendere la libertà di parola in Europa”.
Elon Musk ha già criticato le normative europee, definendole censura. Quando l’UE ha pubblicato i suoi risultati preliminari a luglio, Musk ha risposto in modo provocatorio, affermando che non vedeva l’ora di contestare eventuali sanzioni in “una battaglia molto pubblica in tribunale”.
Se X si rifiuterà di conformarsi alle richieste di modifiche dell’UE, potrebbe degenerare in uno stallo legale con implicazioni di vasta portata. Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato al NYT: “Abbiamo sempre applicato e continueremo ad applicare le nostre leggi in modo equo e senza discriminazioni nei confronti di tutte le aziende che operano nell’UE, nel pieno rispetto delle regole globali”. La commissione ha rifiutato di commentare specificamente l’indagine in corso su X.
La repressione normativa si estende oltre X
Il controllo dell’UE non si limita a X. Secondo il NYT, le autorità di regolamentazione si stanno anche preparando a penalizzare Meta e Apple per aver violato il Digital Markets Act (DMA), una legge del 2022 volta a promuovere la concorrenza nel settore tecnologico. Meta sta anche affrontando un’indagine DSA separata per presunta mancata protezione dei minori sulle sue piattaforme.
Per più di un decennio, le autorità di regolamentazione dell’UE hanno preso di mira in modo aggressivo i giganti della tecnologia americana, tra cui Amazon, Google, Apple e Meta, con multe e indagini su preoccupazioni antitrust, violazioni della privacy dei dati e mancanze nella moderazione dei contenuti. Gli ultimi sforzi di applicazione segnalano la continua spinta dell’UE per una supervisione più rigorosa delle aziende tecnologiche con sede negli Stati Uniti.
Il NYT nota anche che le normative dell’UE potrebbero aver influenzato la portata delle tariffe annunciate dall’amministrazione Trump contro le industrie europee. A febbraio, la Casa Bianca ha avvertito che il Digital Markets Act e il Digital Services Act erano sotto esame per presunta discriminazione nei confronti delle aziende americane, aggiungendo un ulteriore livello di complessità a una relazione transatlantica già tesa.
Con la decisione finale dell’UE sulle sanzioni a X prevista per i prossimi mesi, tutti gli occhi saranno puntati su come Musk e la sua azienda affronteranno questa ultima battaglia normativa.
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